Dopo i volteggi mentali accompagnati da effetti pirotecnici del primo maggio, oggi scendo e seppure con fatica afferro la penna – ne ho scoperta una che scrive in modo straordinario scorrendo sulla pagina in maniera deliziosa – gadget di cui non rivelo la fonte – per riprendere contatto con il terreno letterario e permettere alle mie radici, alle mie ramificazioni come scrittrice di penetrare nel serbatoio della produzione e lì ancorarsi. Ho due romanzi in lavorazione, uno ambientato in parte nel Medioevo di fine 1400 e un fantasy che sto scrivendo completamente a penna senza computer. Certo un giorno lo trascriverò, ma per il momento mi godo di ogni parola scritta.

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