Sono scarica. Troppi pensieri, troppe responsabilità. Di conseguenza…poca energia.

Non avendo l’opportunità, in questo periodo, di andare via alcuni giorni – in un hotel con spa per dedicarmi esclusivamente alla scrittura – devo ricorrere al mio sistema:

ricerca di dettagli

Anche questo si applica alla scrittura e alla vita.

Parto dalla seconda opzione. Ho appena pubblicato un articolo dove parlo di ciò che sto portando avanti in questo periodo. Come molte persone sono curiosa, affamata di conoscenze e di esperienze e spesso mi sovraccarico perché voglio dare il meglio in ogni campo. Seguire gli alunni e cercare di spronarli, di motivarli (naturalmente sono loro a dover dire se riesco in questo obiettivo), ma anche la mia famiglia, genitori, figlia, marito (non sempre in questo ordine). Ritorno a ciò che ho scritto in apertura: sono scarica. Eppure non riesco a staccare come vorrei perché gli impegni sono pressanti (chiariamo, non sono l’unica in questa situazione). Però non voglio soccombere, non voglio trascinarmi portando in giro una Morena stanca che sbuffa, mugugna e si lamenta in continuazione. Io voglio godere della mia vita. Anzi, farò di più…

IO VOGLIO GODERE DELLA MIA VITA

E lo dico a voce alta, senza timore di venir accusata di …di che cosa? Di tutto perché, purtroppo, molte persone sono più affascinate dalle tragedie che non da ciò che è positivo (vedi le vendite dei quotidiani quando in prima pagina c’è il dramma) e se tu affermi di voler gioire di qualcosa ti ritrovi a venir squadrata come un essere fuori dalle regole. Ebbene, non è la prima volta che mi capita. Io voglio lavorare con gioia in ogni campo nel quale mi muovo. E poiché lo voglio fare al meglio, talvolta mi trovo a corto di energia. Allora punto sui dettagli, sulle piccole cose. Ricerco la bellezza nell’allestire un angolo in casa mia, che sia in cucina o in sala, in bagno o nel mio studio. Sposto, aggiungo, cambio. E poi mi diverto a godere del risultato, fosse anche un vassoio in legno con le spezie per cucinare a portata di mano oppure, come ho fatto in questi giorni, un angolo country sul piano lavoro: ho recuperato una lavagnetta, un vassoio in metallo con raffigurate immagini retrò, candele profumate. E mentre cucino diventa piacevole accenderle. Ah, non voglio dimenticare il mio orsetto in paglia!

Curo i dettagli anche nell’abbigliamento. Magari posso indossare una pashmina o una collana diversa da quelle che pesco solitamente. Mi soffermo su un dettaglio come un anello particolare, oppure riordino la borsa e aggiungo un oggetto che solitamente non c’è (in questi giorni ho deciso di lasciare a casa per un po’ l’agenda organizer e di usare un bel quaderno con fogli avoriati a righe e una copertina morbida in sughero!)

Nella scrittura…beh, anche qui i dettagli sono importanti perché se rallegrano me quando ne scrivo, possono rallegrare anche il lettore. Come faccio? Mi guardo in giro. Ho già detto che quando sono in viaggio – fosse anche una visita veloce a una città, a un palazzo, a una mostra, ma anche semplicemente a prendere il caffè in un bar che non frequento di solito – i miei occhi si trasformano in una macchina fotografica che immortala a raffica ciò che le piace. E poi tutto viene riversato nei racconti o nei libri che scrivo. Un dettaglio aggancia la fantasia di chi legge, solletica le emozioni, stimola le idee. Cambia, insomma, la prospettiva….della scrittura e della vita

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