Sono in biblioteca con, davanti a me, la stampa della prima parte del nuovo romanzo. In realtà sto navigando verso la fine ma, come succede sempre, i miei personaggi non vogliono dirmi come proseguiranno le loro vite né tanto meno come andrà a finire la storia.

Allora leggo qualche frase, correggo. Traduzione simultanea: talvolta stravolgo, talvolta elimino, ma per fortuna talvolta lascio perché ciò che ho scritto scivola in modo meraviglioso. In questo ultimo caso mi complimento con me stessa.

Poi mi fermo.

Fa caldo, l’aria condizionata è al minimo.

Allora mi alzo e passeggio fra gli scaffali alla ricerca di letture di qualità (oltre ai miei scritti, naturalmente). Però mi riprometto di non prendere libri  impegnativi. Ho bisogno di staccare con la mente, lasciar sedimentare quanto fatto finora e riempire il mio serbatoio creativo. Non sempre ci riesco. Scelgo libri che mi attraggono per il titolo o per la copertina (ah, quanto sono importanti!).

Poi torno al tavolo e riprendo il lavoro di revisione.

Alcune frasi, solito copione.

Alt. Dalla borsa, sempre capiente quando sono in biblioteca, tolgo il beauty piccolo. Due gocce di olio alla menta sui polsi per rinfrescare mente e corpo (uso un mix acquistato in un maso in Alto Adige oppure un mix che faccio io con olio di sesamo e poche gocce di olio essenziale, scelto in base a ciò che voglio ottenere). Un  velo di crema sulle mani (no, non dico quale perché non voglio fare pubblicità). Mi guardo in giro. Alla macchinetta del caffè sono già andata. Ligia al lavoro, vado avanti a leggere! Almeno qualche altra riga.

Poi altra passeggiata, selezione libri, magari qualcosa di fresco da bere (oggi ho dimenticato a casa la mia bottiglietta di acqua).

All’orario di chiusura della biblioteca non ho raggiunto grandi obiettivi, almeno se riferiti al lavoro sul nuovo romanzo, ma ho con me dei libri interessanti e mentre esco mi dico che posso anche staccare un po’. In fondo se ho un’ottantina di pagine in formato A4 da visionare vuol dire che una parte di lavoro l’ho fatto. Adesso perché non gioisco a questo pensiero?

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