Il Cibo per l’Anima non passa necessariamente dalla bocca. Certo ciò che ci alimenta è importante come lo è il come viene consumato. Già accendere una candela, usare un bel bicchiere anche per l’acqua, avere in mezzo al tavolo una brocca con fettine di limone, arancia e zenzero porta il pranzo o la cena a un livello superiore. Poi il cibo, fresco, di stagione. Anche se fin da piccola, quando volevo fuggire a un piatto che non mi piaceva, la mia frase per l’occasione era: “Io mangio caffelatte”. Colazione a cena? Beh, lo confesso, anche adesso quando arrivo a sera e sento il bisogno di un cibo che mi conforti – forse più corretto sarebbe dire che conforti la mia bambina interiore – io scivolo verso una tazza di latte con un cucchiaino di orzo, pane con burro e marmellata fatta in casa da me o da mio papà. E qui chiudo.

E riapro riprendendo la prima frase per porre la domanda seguente:

CHE COSA NUTRE LA MIA ANIMA?

Leggere e scrivere. Aprire un libro nuovo stuzzica le mie papille gustative, come pure avere un progetto di scrittura da curare. Tornare a libri già letti, anche solo per una pagina o due, è come trovare dei vecchi amici che ti regalano un balsamo con cui lenire le tue ferite: Louise Hay, ma anche l’autrice di romanzi Rosamunde Pilcher (anche se loro non ci sono più, il loro ricordo e le loro parole rimarranno con noi per sempre).

In questo momento, con tante zone rosse e restrizioni, mi è impossibile entrare in un bar, sedermi a quello che definivo “il mio ufficio” e armata di cappuccino e penna, scrivere o leggere. In più di un’occasione, sfogliando riviste messe a disposizione dal gestore, ho trovato articoli che hanno innalzato l’umore e mi hanno riscaldata dentro. Beh, ben presto lo potrò rifare! Il mio pensiero va sempre a come voglio sia il mondo, per contribuire a crearlo al meglio.

Aver cura di casa mia – ed ecco che tornano le candele, secondo me straordinarie per creare l’atmosfera ideale. Non so, è come se togliendo potere all’energia elettrica (talvolta di sera accendo alcune candele e una sola lampada da appoggio), io acquistassi in calma, serenità e voglia di rallentare per gustare ogni passo. In questo modo, la parola d’ordine diventa: FERMARSI. Sì, fermarsi a riflettere, a parlare con i propri familiari, oppure per un po’ di meditazione o un incontro con i miei assistenti in laboratorio (parlo di una tecnica di Dinamica mentale). Con la luce soffusa diventa tutto più morbido, senza confini decisi a tagliare e a recidere.

Anche un bel film può nutrire l’Anima. Io opto sempre per pellicole che trasmettano qualcosa: una risata, uno stacco della mente dalla quotidianità senza però appesantirla con scene truci o volgari, una pausa di riflessione oppure un’idea da portare avanti. Talvolta, quando ho un pomeriggio libero e lo posso gestire con una marcia bassa, mi piace recuperare dalla mio cineteca un film già visto (di quelli che non ti possono sorprendere oppure che ti permettono di scoprire un significato nuovo a ogni visione) e lo faccio partire. Lascio fare alle immagini e ben presto arriva la serenità interiore e di lì anche la voglia di sospendere il fluire degli scatti per riprendere in mano la quotidianità: far partire la lavatrice, stendere, riordinare una parte della casa oppure semplicemente i documenti o la borsa di lavoro, cercare una nuova ricetta per una cena diversa, sistemare l’agenda, creare un outfit inedito con quello che c’è nell’armadio, ma a cui non ho mai pensato perché presa dal vortice di pensieri vari. Arricchisco me stessa, arricchisco la mia Anima. Sì, anche predisponendo gli abiti per il giorno dopo.

 Una chiacchierata con una buona amica! Ah, confrontarsi con qualcuno, in un clima di non-giudizio, è straordinario. Sì, perché spesso mentre sto parlando mi rendo conto che la persona che mi sta di fronte mi aiuta a chiarire una situazione, una problematica. E magari io aiuto lei. Così, semplicemente attraverso uno scambio di battute. E non va dimenticato l’incontro con chi si conosce meno o per niente. Una conversazione di tanti anni fa, con una donna straordinaria di nome Ada, mi ha aperto un mondo. In quel periodo ero un po’ in crisi perché non sapevo bene quale direzione far prendere alla mia vita, soprattutto in rapporto a quanto avevo in cantiere: insegnare, studiare, scrivere, ma anche fare lavori di découpage, stencil, ricamo al tombolo, sistemazione di mobili vecchi (adoravo e adoro i mercatini delle pulci). Insomma, una caterva di attività che mi piacevano, ma non capivo a quali dare la precedenza. In più ero ben consapevole che non mi era possibile farle bene tutte. Ebbene, Ada, questa signora straordinaria, appena conosciuta attraverso una mia amica, ascolta le mie perplessità e poi mi dice:” Dov’è il problema? Fai tutto quello che vuoi, arriverà il momento in cui farai una scelta, non c’è bisogno di farla adesso.” Cavolo, aveva ragione! Grazie mille! Adesso le mie priorità sono l’insegnamento, la scrittura, la naturopatia e quello che chiamo l’Oltre (esoterismo? Nella migliore accezione del termine, naturalmente). Il resto? Quando capita mi metto ancora a scartavetrare e a creare qualcosa di interessante. Non sarà perfetto, ma scalda il mio cuore. Come tutte le passioni!

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