Sono in biblioteca a passeggiare fra gli scaffali. L’ultimo lavoro letterario attende su un tavolo in compagnia di penne, matite e post it da spargere sulle pagine del manoscritto, ma per il momento ignoro tutto. Tornerò al dovere fra un po’, lo prometto.

Nella sezione “Viaggi” un titolo conquista il primo posto nella graduatoria dei dettagli che nutrono la mia curiosità. È un libro di Annemarie Schwarzenbach, scrittrice svizzera dello scorso secolo. Non la conoscevo. Non la conosco. Mi ha colpito il titolo del suo lavoro e l’ho copiato per questo articolo. Sul retro del libro leggo “…Perché viaggiare è partire senza meta…”

Ho traslato queste parole al viaggio che è la Vita.

I miei occhi sul mondo….come si posano?

Sono anch’io senza meta?

Non lo so potrebbe essere la risposta a entrambe le domande. Almeno in un primo momento. Allora ho rallentato i pensieri, ho continuato il giro della biblioteca e infine sono ritornata al tavolo per scrivere quanto ho scoperto durante il mio breve pellegrinaggio fra i volumi.

Le sezioni di narrativa e letteratura, di magia e filosofia, di ben essere e di arte accendono in me, ogni volta, le fiamme della passione verso argomenti che mi affascinano e che voglio sempre approfondire.

Con la mente corro al pacco di quaderni e di verifiche che mi aspettano a casa, nello studio, per essere corrette e permettermi di fare un quadro della situazione della classe e poter fornire a ogni alunno le indicazioni migliori per poter proseguire il suo corso di studi. Ho una quinta della primaria e i miei ragazzi stanno sbocciando come persone e come studenti, ognuno in modo diverso e speciale, mentre si prepara al viaggio verso la secondaria.

Guardo le pagine stampate del nuovo romanzo e, a fianco, il taccuino – uno dei tanti – dove racchiudo idee e progetti in attesa di venir presi in considerazione e sviluppati.

Penso al blog che è ancora in allestimento perché le capacità poco sviluppate del mio essere tecnologica omeopatica rallentano la sistemazione definitiva di questo contenitore che mi riempie di soddisfazioni fin dalla sua nascita.

Pe finire – di certo non in un ordine di priorità – abbraccio i familiari, gli amici e i conoscenti che mi accompagnano in questo viaggio che è la Vita.

I miei occhi sul mondo sono attenti, vigili, curiosi. La mia mente non è là, in fondo, in un punto oscuro, ma qui, davanti a me. Voglio scrutare ciò che mi circonda, impadronirmi di aspetti che mi rendono più ricca, vivere le giornate con un pizzico di magia con radici ben salde in terra e ali che volano verso un cielo che mi collega a una dimensione che non percepisco, ma che vivo con l’intuizione, la fantasia, l’ispirazione.

Non definisco il mio viaggio, non stabilisco una meta. Li assemblo insieme nel qui e ora in direzione di ciò che mi rende felice.

E voi? Il vostro viaggio? La vostra meta?