Il consiglio di un Deva: titolo interessante, dal mio punto di vista. Posso perfino arrivare a immaginare che questo titolo, per qualcuno, sia strano, incredibile. OK, lo capisco, ma è un problema di quel qualcuno. Buon borbottamento.

Per quanto riguarda la sottoscritta, invece, voglio proprio parlare di quanto mi è successo durante una mini vacanza in Alto Adige.

Ho fatto una camminata in Val d’Ultimo fino al Lago dei pescatori, a 2100 metri di altezza, metro più metro meno.

Ero con mio marito e mia figlia, ma ben presto li ho lasciati andare avanti sia perché non ho il passo di mio marito che è allenato e fra bicicletta e camminate fa chilometri, sia perché il mio modo di affrontare il bosco è un po’ fuori dalle regole. Almeno da quelle di tante persone.

Ho iniziato il percorso facendo respiri alla Eolo (li chiama così una mia amica) cioè gonfiando le guance mentre si espira. E mi sono seccata con me stessa per non aver portato uno stick con oli essenziali per liberare la mente (acquistato al Maso delle erbe di Montevila, dopo Brunico. Non intendo fare pubblicità, non ho la percentuale sulle loro vendite, ma è un luogo magico per adulti e bambini, vale la pena andarci).

Pazienza per lo stick. Ho proseguito, ho fatto una sosta per salmodiare un po’ di OM e poi di nuovo la salita. La meta, come scritto sopra, era il Lago dei pescatori. Si deve salire.

Un’ idea bizzarra?

A un certo punto ho voluto fermarmi per un altro mio rituale:  abbracciare un albero. Lo faccio sempre. Ed è davvero piacevole sentirsi in connessione con l’ambiente che ci circonda. Questa volta, però, è arrivata un’idea alquanto bizzarra: interpellare il Deva dell’albero che stavo abbracciando.

Allora mi sono appoggiata al tronco di un abete davvero elegante. Non so se si può dire di un abete, ma questo mi appariva così, elegante e fiero. Chiudendo gli occhi ho chiesto al suo Deva di manifestarsi. Io capisco che qui ci saranno urla e strepiti, qualcuno dirà che non posso averlo visto effettivamente (ah, un Deva è lo spirito protettore di un albero), altri capiranno a che cosa mi riferisco. A ognuno le proprie opinioni.

Procedimento

Ho chiuso gli occhi e ho chiesto di entrare in contatto. Si è “materializzato” un essere diafano, con contorni sfuocati, di Luce. Certo l’influenza di questa visualizzazione arriverà da qualche parte, dalla mia interiorità, da una lettura passata, poco importa. L’ho salutata, questa figura, e le ho chiesto, sì, le ho chiesto un consiglio per vivere al meglio la mia vita. Strana come richiesta.

Un consiglio

– Talvolta – ho detto – mi sento come se stessi per scivolare giù e allora cerco un appiglio che non trovo. Come faccio a trovare qualcosa a cui ancorarmi?

La risposta non si è fatta aspettare

– Non ancorarti. Ringrazia se non trovi nessun appiglio perché spesso ciò a cui ti ancori non ti permette di procedere.

– Allora come faccio se mi sale un senso di inquietudine?

– Dirigi la tua attenzione ad altro, chiediti che cosa puoi fare in quel momento. Spostati sull’azione.

Percepivo una sensazione di serenità. Ho ringraziato e ho ripreso il cammino con il sorriso sulle labbra.

Ah, ho messo in pratica questo consiglio: funziona.

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