Per quanto non sia sicura della cronologia, credo di poter azzardare dicendo che al secondo posto ci sono i Fiori di Bach.

 Edward Bach, seppure con modalità diverse rispetto a Louise Hay, ha portato alla mia conoscenza una prospettiva differente da cui guardare la propria vita. Bach parla di Anima collegata alla Fonte che lui paragona, nel suo libro “Guarisci te stesso”, a un Sole. Alla fine di ogni raggio ci siamo noi, distinti, ma pur sempre collegati. Fonte, Divino, Matrice, Universo, ognuno è libero di scegliere in base al proprio credo. Secondo Bach soltanto se l’Anima di ognuno è in accordo e sintonia con la Fonte, l’organismo che la ospita è in armonia e quindi in perfetta salute. E le emozioni sono proprio il termometro per farci capire che cosa non funziona, su che cosa dobbiamo portare la nostra attenzione e lavorare. Star of Bethlehem, a esempio, è formidabile perché va a lavorare sui traumi anche se accaduti lontano nel tempo (io l’ho usata tantissimo per riprendere in mano la morte di mia sorella, avvenuta quando io avevo cinque anni);  Mimulus oppure Aspen per le paure, conosciute il primo, non ben identificate il secondo; Walnut, per il cambiamento (pensate a quanti cambiamenti  si affrontano nella vita!). Il libro del dottor Bach che ho citato sopra è un ottimo punto di partenza: leggetelo! I principi contenuti in questo libro parlano del percorso di ogni persona e di come fare per rimanere in salute.

Di percorso parla anche Claudia Rainville, creatrice della Metamedicina. Claudia dice che noi abbiamo delle lezioni da integrare nel corso della nostra vita e di guardare al sintomo di un male come a un messaggio del corpo (straordinario il suo libro “Metamedicina: ogni sintomo è un messaggio”) Questo libro fa parte della mia biblioteca personale ormai da anni e quando pizzica qualcosa nel mio organismo, prima di correre a comperare dosi industriali di medicine vado a leggerlo (ATTENZIONE! Non sto assolutamente dicendo che io non consulto un dottore, ma che in contemporanea vado a vedere che cosa mi sta dicendo il mio corpo).

A un certo punto sono approdata alla Scuola di Naturopatia di Riza perché volevo sistematizzare le mie conoscenze. L’ho fatto, ho preso il diploma e ho aperto altre porte. In tre anni di studi mi sono stati presentati innumerevoli argomenti, tutti veramente interessanti. Alcuni però hanno pizzicato le corde della mia interiorità in modo diverso, con maggior pathos. Così, a esempio, ho approfondito il discorso sui cristalli e sugli oli essenziali.

Uso i cristalli perché so che funzionano, so che la loro vibrazione si accorda con qualcosa che esiste in me. Ho usato l’ossidiana fiocco di neve per lavorare sulle mie paure, mentre la sodalite è al mio collo quando sento un certo frizzi frizzi in gola. Uso una pietra azzurra se devo parlare con qualcuno – e come scrittrice mi trovo spesso nell’esigenza di essere chiara per comunicare il mio pensiero, durante la presentazione di un libro o un firma-copie – perché è il colore del chakra della gola (magari approfondirò l’argomento in futuro)

Anche gli oli essenziali fanno parte della mia quotidianità, non soltanto la lavanda per ripulire l’ambiente dalle energie negative, ma anche oli come il rosmarino per darmi forza (non usatelo se avete la pressione già alta), l’eucalipto per il raffreddore, il mandarino per portare gioia nella mia vita.

Naturalmente il discorso che sto facendo qui sul mio percorso per diventare Naturopata è, in effetti, riduttivo. Come ho scritto sopra sono stati parecchi gli argomenti affrontati, ma non tutti hanno avuto la medesima presa su di me. Ciò che ritengo importante, tuttavia, è la formazione che ho ricevuto, all’interno di un pensiero che vede l’uomo un tutt’uno, corpo, mente, spirito. Non ho appreso a spezzettare la persona, ma a vederla in modo olistico e di questo ringrazio ancora i miei insegnanti.

Non mi sono fermata.

Nella mia quotidianità ho integrato altri pezzetti.

Un salto importante mi è arrivato dalla lettura del libro “The Secret” di Rhonda Byrne a cui va il merito di aver portato sotto i riflettori la Legge dell’Attrazione che qui sintetizzo, e di brutto, con questa frase

“Dove metti la tua attenzione, lì vanno le tue energie, e quello crei!

Questo mi ha portato a cercare per “controllare” se quanto scritto fosse vero. Ed ecco che lo stesso concetto ha iniziato ad arrivarmi da più parti: fantastico.

Non mi sono fermata nemmeno in quel frangente, chissà, magari non sono fatta per un unico credo!

Sono arrivata a Doreen Virtue e con lei agli Angeli e ai Tarocchi. E pensare che io di Angeli e Tarocchi nemmeno volevo sentir parlare. Ma, ogni volta che li buttavo dalla porta rientravano dalla finestra fin quando non ho accettato di accoglierli nella mia vita.

L’ultima tessera del puzzle, almeno fino ad adesso, è quella rappresentata da Ho’oponopono, che arriva dalla saggezza hawaiana. Noi, dice questo pensiero, siamo responsabili al 100% di tutto ciò che arriva nella nostra vita (ATTENZIONE: si parla di responsabilità, non di colpa). Che botta! Accettarlo non è stato facile. Il positivo lo prendi e lo abbracci senza difficoltà, ma il negativo? Aiuto, tutto un altro discorso. Anche qui ho indagato e letto (un libro semplice, ma interessante e utile, secondo me, è “Scopri Ho’oponopono” di Mabel Katz oltre agli articoli e ai video che Giovanna Garbuio posta sul suo sito). Non credo di riuscire a sintetizzare tutto quanto, ma senza dubbio, se io sono responsabile, qualcosa dentro di me attira o crea. E se non è il positivo posso usare quello che ritengo sia un mantra che dà sollievo e tranquillizza: “Mi dispiace, perdonami. Ti amo, grazie”. A voi approfondire.

Per quanto riguarda il “GRAZIE”, la gratitudine, adesso la uso quotidianamente. Ogni momento c’è qualcosa per cui rendere grazie. Provateci, vedrete la leggerezza che arriva immediata. E non solo…

Sono sicura di aver dimenticato qualcosa, ma in questo momento credo di aver portato alla vostra attenzione abbastanza materiale per alimentare la vostra curiosità.

Ah, e non è di certo pubblicità occulta, una lettura interessante per trovare traccia di quasi tutto questo è il mio “Sguardo di Donna”, edizione Rupe Mutevole

Buona lettura e se avete domande, nella sezione Contatti c’è il modulo da utilizzare allo scopo

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