Oggi vorrei catturare la vostra attenzione e portarla su un rituale possibile per il mattino. Ecco il motivo del titolo.

Al risveglio salite in giostra e non scendete fino a sera?  In questo caso è probabile che nemmeno di notte rallentiate in quanto, seppure fermi sul letto, coccolati dal partner o dalle coperte, la mente galoppa comunque e l’inconscio genera sogni che talvolta tramortiscono (beh, i miei lo fanno).

Io non voglio iniziare a girare vorticosamente appena sveglia (nemmeno durante il giorno se è per questo!) per cui mi alzo, vado in bagno e accendo una candela. In questo periodo profuma di lavanda e limone.

Mentre mi lavo e mi preparo, mi coccola la luce di una fiammella che mi ricorda di rallentare e godere delle piccole cose. E quei minuti sembrano dilatarsi. Certo il tempo scorre e arriva il momento di uscire di casa, ma quella frazione di tempo si trasforma in delizia che io assaporo lasciando che la quotidianità passi in secondo piano.

Prima di finire: avendo iniziato questo articolo parlando di “portare l’attenzione”, vorrei chiudere con un argomento analogo.

In tempo di Covid, proviamo a portare la nostra attenzione a una situazione di salute per tutti. La fisica quantistica insegna che l’osservatore può  influenzare il risultato di un esperimento. Allora, invece di concentrarci sui bollettini di guerra giornalistici utilizziamo quel tempo per visualizzare un mondo che vive! Un mondo in cui c’è armonia e le persone viaggiano (senza mascherina!) in totale sicurezza e salute.

Ricordo che Madre Teresa di Calcutta disse che non avrebbe mai partecipato a una marcia contro la guerra, ma di chiamarla se qualcuno ne avesse organizzata una per la Pace.

Perché? Che cosa cambia?

Tutto! Il nostro inconscio e la nostra mente non riconoscono le negazioni e quindi, nel “contro la guerra” passa la parola guerra. E in questo modo andiamo a dare energia proprio a ciò che vorremmo eliminare.

Adesso pensiamoci un secondo: quante volte  nell’arco di una giornata andiamo a incanalare la nostra energia verso realtà che assolutamente diciamo di non volere? Che cosa fa la differenza? Le parole e i pensieri