Che titolo stuzzicante! Chissà quanti stanno vagliando la memoria alla ricerca di torte e biscotti, creme e dolci vari dal sapore conturbante in grado di obnubilare i sensi con la pressione di un pezzetto sulle papille gustative. Invece no, che delusione, non sto parlando di cucina, niente farina da setacciare né uova da sbattere fino a creare un composto denso con l’aiuto dello zucchero. No, niente di tutto questo, soltanto un’acquolina, un desiderio, una brama dati dal pensiero delle parole, dal potere delle parole. Oh, che capitombolo! Forse per qualcuno lo sarà, per me invece no, al contrario, le parole hanno…

– il potere di risvegliare emozioni e nostalgie,

–  la capacità di trasportarti sulle ali della fantasia

–  la violenza per farti cadere in un sogno o in un incubo

– la vibrazione per innalzarsi sopra la quotidianità oppure la forza per viverla al meglio

Le parole stimolano la mente, pizzicano il cuore, solleticano l’Anima. E al solo pensiero di usarle offrono una sensazione piacevole come se stessero per sciogliersi in te regalandoti  un brivido. È il brivido della finzione? Certo, può essere, ma io lo ritengo un fremito, un palpito di tutto il proprio essere… perché? Perché c’è un potere nelle parole dato dal tesoro prezioso che in loro viene racchiuso dalla loro storia, quell’etimologia che ti porta nel passato, in un’antichità dove spesso un termine aveva una diversa modalità d’uso, oppure un significato che con il trascorrere dei secoli è andato mitigandosi quando non addirittura modificandosi. Un esempio lo vorrei condividere con voi ed è riferito alla parola entusiasmo. Detto così sembra qualcosa di conosciuto, di noto. Certo, affrontare un lavoro o una passione con entusiasmo è sicuramente meglio che trascinare svogliatamente ogni più piccola azione. Ma…già, ecco che indagando a fondo ho scoperto che questo vocabolo ha origine dal greco antico, en-theos, il dio dentro. E riferendosi ai greci, dubito che si tratti di una religione monoteista, piuttosto di un carattere, di un atteggiamento. Straordinario, non trovate?

Allora, quando si affronta qualcosa con entusiasmo abbiamo il dio dentro di noi, abbiamo l’ispirazione, abbiamo una voce che rende vivo ciò che facciamo. Dal mio punto di vista questo va ben oltre il significato che attribuiamo all’entusiasmo. Ma, ribadisco, questo è il mio punto di vista. E se posso traslare questo fervore anche nella scrittura di un racconto o di un libro, beh, entro in contatto con una passione che si muove e lavora in profondità dentro di me. E che io sento in modo vivo, reale, proprio come se stessi per assaporare un cibo squisito. È il prodotto della creatività. 

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