Questo titolo non è mio. L’ho incontrato sulla copertina di un libro di Phyllis Curott mentre facevo ricerche per il nuovo romanzo. Naturalmente tratta di magia, magia bianca praticata da donne moderne. Mi ha affascinato. Del resto l’argomento “magia” non mi era estraneo nemmeno prima.

Che cos’è la magia? Sul dizionario online Treccani trovo scritto:

In generale, pratica e forma di sapere esoterico e iniziatico che si presenta come capace di controllare le forze della natura…

E ancora:

Nel pensiero greco antico, il termine indicava sia la teologia dei sacerdoti persiani (v. magi), sia il complesso di teorie e pratiche collegate a realtà diverse da quelle oggetto della scienza filosofico-razionale (conoscenze soprannaturali, predizione del futuro, incantesimi)

Ottimo, ma per me la magia è connessione con forze energetiche positive presenti attorno a noi, ma da noi non viste. Ha a che fare con l’invisibile, con il non tangibile e quindi con la seconda parte della definizione presente sul vocabolario Treccani in riferimento al greco antico.

È magia tutto ciò che arriva alla mia consapevolezza da una dimensione che non conosco, che non vedo, ma che so esistere. Ognuno può indicare ciò che ritiene più in sintonia con il proprio modo di vedere: Dio, Universo, creato, fato..

È magia se uso un cristallo blu per superare un mal di gola? È magia se permetto a un olio essenziale di risollevarmi il morale? È magia se lavoro sulle mie emozioni con i fiori di Bach? È magia se indosso una pietra e qualcuno la definisce talismano? È magia se mando, con il pensiero, energia positiva a una persona che non si sente bene? Di sicuro non è scienza se intendo un qualcosa che io posso analizzare e comprendere razionalmente. E non ritengo sia magia nel senso di connessione con forze oscure e pesanti. Almeno, questo è il mio punto di vista.

E, tanto per chiarire, nemmeno è un inno a non consultare un medico. Io, lo ripeto, non sono medico né psicologo, soltanto una persona; ho fatto degli studi, delle esperienze, e adesso le condivido, come più sono capace, senza nessuna pretesa di portare la verità, la salvezza o che altro.

Però mi piace parlare di magia:

– quando accade qualcosa che mi lascia avvolta nello stupore, nella meraviglia

– quando arriva un’intuizione, un’idea che porta a vette altissime di soddisfazione e/o entusiasmo

– quando vivo connessioni energetiche che portano gioia

– quando mi sento senza idee (a esempio davanti a una pagina bianca) e tutto a un tratto arriva uno straordinario pezzo di narrativa e/o di articolo

Magia quindi come connubio fra il concreto e l’astratto, come rapporto fra il tangibile e il non tangibile. Anche quando sono in classe prima e i bambini iniziano a leggere è magia! Una magia che si ripete ogni volta!

Qualcuno dirà che non ho le idee chiare, che non sono scientifica nel parlare di magia (ok, è un paradosso ciò che ho appena scritto) ma non mi importa esserlo. Mi interessano le sensazioni positive che mi regala, mi interessa quel quid che mi ricorda che tutto è connesso, che io non sono qui per sbaglio, allo sbando e da sola, ma faccio parte di un progetto più alto di me. Sono qui per un viaggio della mia Anima che rimane collegata, anche se talvolta non me ne rendo conto, con la Fonte (Edward Bach nel suo libro “Guarisci te stesso” parla di Sole) a cui ognuno è libero di attribuire il nome che preferisce.