Scrivere questa lettera, forse, serve più a me che a voi. E con voi intendo sia chi mi ha già consultata come naturopata, sia chi nemmeno mi conosce.

Mi sono sistemata sul mio terrazzino con un quaderno in una mano e una penna nell’altra. Ho lasciato la mente libera di andare dove voleva. Sembrava impazzita, alla ricerca dell’aggancio migliore per iniziare a scrivere. Questo momento. La confusione. Il bisogno di stare bene. Non arrivavo a capo di nulla. Allora ho cambiato punto di vista. Non la razionalità, ma qualcosa che proveniva da dentro. E si è affacciata una parola: paura. Accidenti! Parola forte, che paralizza.

Non sono stata immune, in passato, dalla paura, anche oggi vi precipito dentro in certe occasioni. Mi dico di lasciar andare, ci lavoro con i fiori di Bach, con i cristalli e, per star bene, metto in campo gli strumenti da naturopata. Gli stessi che offro a chi mi consulta. Funzionano? Sì. Sempre o nella misura in cui ce lo permettiamo? Ma come? Non ci permettiamo di stare bene? Certo, se crediamo di non meritarcelo. Accidenti, che affermazione! Chissà quanti, fra coloro che leggeranno questo articolo, si riconosceranno, avranno il coraggio di riconoscersi.

Che cosa può fare il naturopata, un operatore del benessere? Puntare, appunto, sul ben-essere, da una prospettiva che non va a invadere né il campo di un medico né quello di uno psicologo (non sono né l’uno né l’altro).

Un ri-equilibrio energetico, per iniziare, può regalare alla persona uno stato di ben-essere che le permetta di procedere con maggior armonia nella propria quotidianità.

Con i rimedi floreali – grande dott. Edward Bach! – si può lavorare sulle emozioni e lo si può fare in modo mirato seppure dolce. Un naturopata – l’ho imparato durante il percorso per arrivare al diploma – ha parecchi strumenti a disposizione. Un ventaglio ricco e interessante che poi ognuno approfondisce in base a ciò che gli risuona meglio, a ciò che vuole utilizzare per aiutare chi si rivolge a lui. Anch’io ho fatto la stessa cosa, scegliendo di integrare, nella mia vita personale e professionale, i fiori di Bach, gli oli essenziali e i cristalli come l’uso dei colori e di alcune tecniche di rilassamento. Questo è il bagaglio pratico, ciò che metto in atto nel momento in cui vengo consultata. Come cornice ci sono tutte quelle conoscenze apprese in anni di studi e di ricerche per potersi arricchire sempre più. Nella mia cornice ho inserito, a esempio, un percorso di “conoscenza” e “contatto” con gli Angeli, secondo i dettami di Doreen Virtue. Work in progress, in questo momento, la lettura dei libri Akashici e la guarigione quantica.

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