Leggere e scrivere sono azioni indispensabili nella mia quotidianità. Nei momenti in cui non ho voglia di leggere c’è qualcosa che non va. Ho imparato a capire questi momenti e ad accettarli. Poi passano. E ritorna la passione.

Aprire un libro, ah, magia pura! Oltre la copertina c’è un mondo fatto di mondi. Si trova l’evasione, si trovano idee per viaggiare (in primis con la fantasia, ma anche suggerimenti per un viaggio reale), spunti da approfondire e/o nuovi argomenti da conoscere. Nel corso della mia vita, con i libri, ho costruito il mio sapere sia per mezzo degli studi giovanili sia attraverso gli apprendimenti di corsi e seminari, senza mai mettere la parola “fine”. E spesso l’Universo ha fornito gli strumenti gratuitamente!

La scrittura, beh, la pubblicazione del primo romanzo, (“Risalire la china”, adesso esaurito, ma sto lavorando per pubblicarlo sotto forma di e-book) ha rappresentato la realizzazione di un sogno e la conseguente conquista di una chiave per aprire la porta della mia carriera come scrittrice.

Ma qui non voglio parlare del benessere legato al mio lavoro di scrittrice. Voglio affrontare il benessere derivante dalla scrittura, non necessariamente finalizzata alla pubblicazione. E magari regalare qualche idea utile.

Scrivere non significa soltanto mettere su carta una serie di parole per formare frasi che raggiungono, tutte insieme, la lunghezza di una storia. Anche in questa forma della scrittura c’è l’intrigo per la ricerca del termine migliore (se si vuole curare il proprio testo) e magari si scivola nel greco antico curiosando l’etimologia. Alcuni anni fa ho seguito due corsi di greco antico. Interessante come arrivi a incrementare il ragionamento di fronte all’analisi di una parola. E vi assicuro che con questa lingua si ragiona parecchio! E mentre si pone l’attenzione a un problema lessicale il pensiero non è più agganciato alle problematiche che ci trasciniamo dietro ossessivamente. La mente si rilassa, è una sensazione magnifica e, valore aggiunto, in questo modo possono arrivare alla coscienza idee da sviluppare finora imprigionate nelle zavorre del quotidiano.

Procediamo. Obiettivo? Benessere scrittura!

Prendete carta e penna e iniziate a scrivere (per chi non si fosse ancora iscritto alla newsletter ricordo che c’è la possibilità di scaricare gratuitamente un Laboratorio che offre spunti per la scrittura oltre a mappe utili per fare un riassunto, analisi logica, grammaticale e metodo di studio).

Parola dopo parola create il vostro mondo, siete voi gli artefici. Scrivete una storia, anche una scena soltanto, su quanto vorreste vivere, con personaggi che si comportano come volete voi, magari risolvendo una questione che per quanto analizziate rimane sempre in sospeso come una nuvola di fumo fra voi e una vita super. Potete vivere quelle atmosfere, potete inserire tutto ciò che amate, che fa pulsare il cuore con i ritmo della gioia. È divertente e ancora una volta la mente si placa.

Un classico della scrittura per il benessere è il diario. Io ho iniziato a scriverlo da giovanissima. In certi periodi annoto ogni giorno, talvolta salto anche un mese e più. Non importa, non deve essere un compito, deve servire a me. E se serve a me, posso anche strappare una pagina e bruciarla se voglio essere sicura che non cada in mani sbagliate.

Per finire, usate la scrittura per annotare ciò di cui non volete il peso, ma che non potete dimenticare. Non è un controsenso, ma un’opzione utile. Si tratta di archiviare in una scatola diversa da quella mentale. Annotate, con un flusso continuo di pensieri, tutto ciò che esce come una valanga. Ripulite la mente vuotandola, in questo modo avrete davanti, letteralmente, i vostri pensieri, e li potrete gestire come preferite. Come ho scritto sopra, anche bruciandoli, perché no. Io ogni tanto lo faccio. Ho un diario, ma scrivo anche su fogli sciolti. Carta e penna (vi prego, non il computer!) ed entro in una questione – di lavoro, relazionale, del mio futuro – e butto fuori tutto, anche con parole forti. Poi brucio. Promesso: ci si sente più leggeri.

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