Ricordare mia figlia quando, da piccola, si metteva sul divano con il suo orso e un libro mi ha fatto venire in mente che anch’io, talvolta, lo vorrei fare. Con un peluche? Perché no? Avere un momento – ritagliarselo, rubarlo, inventarlo sono parole che possono fare al caso nostro più del semplice verbo avere che presuppone di possedere qualcosa – da dedicare alla lettura e poterlo organizzare come una carezza.  Perché non inserire anche qualcosa di morbido – un plaid? – e di gratificante per il nostro palato – una tisana all’arancia e mandarino oppure un bicchiere di acqua frizzante con sciroppo al lampone? 

Poi trovare la posizione migliore, sul divano oppure sotto un pesco fiorito, sulla sedia di fronte al caminetto o sul prato dietro casa e lasciarsi coccolare da ciò che abbiamo portato con noi, ma anche, e forse soprattutto, dalle parole che scorrono generose sotto i nostri occhi.

Ho recuperato, dal blog-archivio, un articolo sulle parole e lo aggiungo qui di seguito.

Parole ed energia

Una parola ha energia? Ha un potere intrinseco?

Ha una funzione e questo lo sappiamo perché ce lo insegna la morfologia, ma io vorrei andare oltre, allargare il concetto di energia legato alle parole (chiedo scusa perché il termine ricorrerà spesso. Ho vagliato i vari sinonimi, ma per questo contesto non mi convincevano).

Una parola ha il potere di creare benessere o malessere, sentimenti positivi o negativi. Certo dipende anche dalla circostanza, dagli interlocutori e da quanto stanno vivendo in quel momento. Soltanto in quel momento? Non credo.

Ogni lettera che esce dalle labbra di qualcuno, scivola vicino a un’altra fino a incatenarsi per formare una parola, ma si vincola anche al vissuto di chi parla come di chi ascolta. E una volta pronunciata, aggancia un pensiero, un’immagine e la trascina con sé.

In Sguardo di Donna ho raccontato il percorso di autoconsapevolezza di una donna, ma ho parlato anche di energia, di vibrazioni, di come sfruttarle per vivere meglio. Fiori di Bach per le emozioni; cristalli e pietre per le vibrazioni, per sfruttare la loro energia (in realtà non è uno sfruttamento, ma un dono che ci viene elargito da chi è nato, cresciuto e si è arricchito attraverso il contatto sotterraneo e profondo con la Madre Terra); oli essenziali per solleticare, attraverso l’olfatto, la parte più antica del nostro cervello e accarezzare in maniera più o meno dolce, la nostra memoria.