Nell’articolo “Zoom o grandangolo” ho parlato del rapporto che ci può essere fra scrittura e vita. Mi è venuta in mente una serie di articoli in cui metterle in parallelo.

Ho pensato che il primo potesse essere “Paura della pagina bianca”

Nella scrittura si parte con l’idea di scrivere il mondo, di creare la storia migliore mai scritta, ci si prepara e poi, carta o computer, il nulla. Vuoto assoluto.

E quante volte ci si è bloccati, nella realtà, di fronte alla pagina bianca che è la vita? Paura di un tempo che non conosciamo, di uno spazio esterno alla confort zone. Terrore addirittura se la tela bianca che ci sta di fronte parla di cambiamento. Certo la si può imbrattare di parole, in un modo o nell’altro. E anche la quotidianità, talvolta, viene imbrattata più per timore che con la gioia di fare della propria esistenza un’opera d’arte.

A questo punto, come procedere?

Per affrontare la pagina bianca cartacea, chiudere gli occhi e…

* ripetere il titolo – se sto lavorando a un testo (componimento, racconto breve o altro) – poi attendere che nella mente si formino immagini o idee. Fermare tutto in una mappa che si può sempre completare/modificare e usare come guida.

* partire da una mappa già predisposta. Nella sua forma più semplice potrebbe essere quella usata dai giornalisti, ovvero le 5 W (Who? When? Where? What? Why? a cui aggiungo How?; in italiano rispettivamente: Chi? Quando? Dove? Che cosa? Perché? Come?)

Per affrontare la pagina bianca della vita posso comunque costruirmi una mappa da seguire. Chi l’ha già letto sa che “Sguardo di Donna”, il mio ultimo lavoro letterario, è un buon inizio. Una lettura che porta all’introspezione, alla curiosità, a una maggior consapevolezza in modo elegante e “morbido”, anche attraverso l’uso delle mappe. Non sono una dottoressa né una psicologa, ma una naturopata e attraverso la scrittura ho potuto trasmettere una parte della mia esperienza. Consiglio di tenere un foglio di carta sempre a portata di mano (il formato A4 funziona benissimo!) per creare e modificare il proprio progetto. Inoltre se è fissato sulla carta evito sia il peso nella mente sia il rischio di perderlo: “Non lo devo ricordare però non lo perdo”. In caso di timore di fronte a ciò che ci attende dietro l’angolo, poi, Fiori di Bach: Mimulus per le paure conosciute, Aspen per quelle verso qualcosa di non ben definito.