Ho in mano l’ultimo libro di Paul Auster “Una vita in parole”. La lettura mi fa scivolare verso un lavoro letterario del passato: “Una stanza tutta per sé” di Virginia Woolf. Il mio obiettivo non è una sfida Stati Uniti vs Gran Bretagna!.

Fra le pagine del primo trovo, attraverso l’intervista dell’accademica I. B. Siegumfeldt allo scrittore, un viaggio nella produzione di Auster. Immensa! E invidiabile. Da scrittrice mi guardo indietro e … i miei tre libri pubblicati sono davvero poca cosa. Anche se metto in elenco ciò che ho scritto e pubblicato sul blog, oppure inviato a concorsi, o semplicemente archiviato per… per tanti motivi in realtà, non arrivo nemmeno a scalfire la montagna di scritti dell’autore statunitense.

Allora volo attraverso il tempo e penso alla stanza di Virginia – lei parlava anche di soldi che una donna dovrebbe avere a disposizione per potersi permettere di scrivere – allargando il discorso a tutto ciò che riguarda la creatività. Carta e penna, colori e pennelli, macchina fotografica, creta…sono strumenti e materiali per esprimere se stessi. Io ho la fortuna di avere, dentro casa, una stanza mia, uno studio che seppure di dimensioni ridotte è mio, il mio rifugio per scrivere. Ma non lo uso. Ogni volta che programmo di rimanere in casa e di dedicarmi alla scrittura prevale il “dovere” di accendere la lavatrice, di preparare pranzo o cena, di controllare se ho preparato nel modo migliore la lezione del giorno dopo, di pulire, stirare etc. Eppure la stanza tutta per me io ce l’ho. Ma la stanza che uso – perché per quanto la mia produzione sia di molto inferiore a quella di Paul Auster qualcosa ho comunque fatto – in realtà è la biblioteca. O il bar. Sul blog ne ho già parlato. Per la modica cifra di un caffè, “affitto” per un’ora un tavolino e una sedia in un ambiente che non mi richiede altro che la concentrazione e siccome riesco a isolarmi senza difficoltà, spesso è davanti a una tazzina che scrivo, invento, revisiono, sistemo. Perché se è importante avere lo spazio in cui scrivere (ma il discorso riguarda anche la pittura, la scultura, qualunque forma creativa) credo sia altrettanto importante, se non di più, prendersi il tempo per usare quel posto.

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